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Seminari e conferenze
  • Mercoledì 9 Ottobre 2019
  • 10:30 - 11:15
  • Memo
  • BeActive Arena - Pad. A4
  • Duccio Canestrini Antropologo e giornalista

Il bacino dei viaggiatori che oggi scelgono vacanze attive all'aria aperta non è fatto puramente di prestanti trentenni costretti alla vita d'ufficio, che in vacanza si scatenano. Ci sono potenzialmente molte altre categorie di persone che esprimono il bisogno di recuperare una dimensione più naturale.
Certo, l'appeal sarà maggiore per chi è costretto a lavorare in spazi chiusi, per chi crede nel valore di mantenersi in forma, con uno stile di vita anche alimentare, morigerato e più sano. Guardando però al prossimo futuro si scopre che gli stili di vita emergenti genereranno insospettabili aspettative nei confronti della vacanza attiva; aspettative di cui gli operatori del settore devono sin da ora tenere conto per le strategie di medio periodo. 
Temporaneamente lontani dalla cybercity, dalla domotica e dagli automi cui avremo affidato le mansioni lavorative più noiose e ripetitive, nell'era digitale ormai alle porte (e che sarà inevitabilmente implementata con modalità oggi a malapena immaginabili) il recupero della fisicità del proprio corpo acquisirà un valore rigenerante molto ambito. 
Inoltre, dopo i Fridays for Future di Greta e il rinnovato, appassionato, interesse per la biodiversità in pericolo, andrà recuperato e riconsiderato l'aspetto culturale e sociale della vacanza attiva, senza tralasciarne la dimensione spirituale, importantissima per chi camminando cercherà di capire di più del mondo e di se stesso.